Un tiepido calore.

E così finisci per non capire la ragione di tante cose.
Sai che alla fine non ti piace sentirti così però come una droga, capisci che non ne puoi fare a meno, altrimenti la vita ti scorre via sotto i passi.
Quando ti senti così, sei in una dimensione diversa, la dimensione in cui percepisci il tuo essere che, libero da ogni barriera, si lascia andare e non ha paura di altalenare tra il male e il bene, tra la sofferenza e la felicità. Perché in fondo è quello che vuoi, vivere senza doverti preoccupare del dolore che provi e provochi.
E allora via, liberi, liberi, liberi sempre, noncuranti del tempo che passa e della fiamma che si consuma.
Rimanere al buio ti piace, e sentire solo il tuo respiro bagnato dalle lacrime non ti fa paura, perché prima del buio hai vissuto in una luce talmente accecante che ti ha riempito gli occhi.
E quel tiepido calore che senti in fondo, tra il cuore e i polmoni, ti basta per non morire.

Sigarette.

Ecco il testo integrale della poesia “Sigarette”, ordinata da una vicina di caffè questa mattina.

Fumo sigarette a metà

per averne ancora per dopo

per sentirmi meno in colpa.

 

Non aspiro.

Mi piace il fumo che sale

meglio se ci sono foglie attorno a me

o un cielo azzurro.

 

E’ un’illusione di libertà

è l’ultimo appiglio a quella che ero prima

quella me che non esiste più.

Per fortuna, dicono,

ma io, quella nuova, ancora non la conosco.

 

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