Foglie di gelsomino.

Come foglie di gelsomino

che sovrastano la terra.

Ogive che guardano il cielo,

senza mai toccarlo.

Testimoni dei giorni che passano

e di loro non si curano.

Le crediamo immobili,

ma portano addosso il futuro.

Fino al prossimo inverno,

quando solo chi le ama

potrà salvarle.

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Per G., che da mesi non esce di casa.

Due parole, per G. che da mesi non può più guardare il suo amato verde.

A te dedico questo verde.

Questo verde che un tempo gestivi tu.

Questo verde che solo tu sapevi domare.

 

Passeggiavi sicura e forte

il coraggio di chi nascondeva i partigiani in casa,

la fierezza di chi è giusto,

l’abbraccio di una madre.

 

Questo verde è per te.

Ha accolto le tue lacrime, i tuoi sogni,

i tuoi figli, i tuoi nipoti.

Tu sapevi parlargli,

tu lo conoscevi meglio di tutti noi.

 

Foglie, erbe, fronde

tutto parla la tua lingua.

E’ qui fuori che ti chiama,

è il tuo verde, da cui non puoi scappare.

 

Cresce, florido, perché a differenza di noi uomini,

più invecchia più risplende,

è il tuo verde,

ti ama, ti protegge, ti stringe a sé.

 

E io lo dedico a te,

è l’unico modo che ho per parlarti del mio amore.

Il tuo verde

ti aspetta,

ti aspetto.

 

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